LUIGI P.
 
L’uomo dal fiore in bocca – La Patente – Cecè
 
Tre tra i migliori atti unici di Pirandello proposti in una forma originale. Migliori per qualità di scrittura, per climax e per profondità d’indagine dell’animo umano.
 
Uniti in un unico spettacolo, i tre atti unici esplorano le diverse condizioni umane passando dalla tragedia de “L’uomo dal fiore in bocca” che attraverso lo spettro della morte rivisita la bellezza della vita in una valutazione attenta ai particolari, alle sensazioni, e scevra da ogni ipocrisia; al dramma tragi-comico de “La Patente” dove il protagonista Chiarchiaro, dimostra una folle freddezza nell’affrontare l’assurda sciagura che lo perseguita; fino alla commedia vera e propria del raggiro che coinvolge il povero Squatriglia costretto suo malgrado ad assolvere il compito assegnatogli da un “Cecè” senza scupoli.
 
Tre brani di grande teatro dove il tema risulta facilmente identificabile nel continuo tentativo di ogni essere umano di trovare quelle giustificazioni alle difficoltà della propria vita per “salvarsi” da un esistere crudo, implacabile, tragico, drammatico o comico che sia.
 
Una messa in scena povera, sgombra da inutili orpelli scenografici per esaltare il testo, la parola e l’immagine che questa parola evoca, che chiede allo spettatore di far parte di questo climax, di calarsi a pieno in un’atmosfera così spiccatamente vera da sembrare assurda, specchio di un’esistenza che tutti conosciamo.
 
Spoglia anche per rispettare un’idea di “gioco del teatro” palese, evidente, quasi un teatro nel teatro, anch’esso molto caro all’autore, dove la finzione scenica, pur esplicitamente presente, diviene un mondo magico di tutto possibile, uno specchio concreto di varie personalità in corsa nella vita alla ricerca, appunto, di salvarsi la vita.
 
Cast: In via di definizione
 
 
di Luigi Pirandello